Dicembre 2015

Cento Torri – Dicembre 2015

Lo diceva Oscar Wilde: “La tradizione è una innovazione ben riuscita”.
Ma potrebbe dirlo anche Banca d’Alba, che nelle scorse settimane ha raggiunto un traguardo importante: quello dei 120 anni dalla propria fondazione, avvenuta nel 1895 con la nascita della Cassa di Prestiti dell’Unione Agricola in Diano d’Alba.
Una festa per tutti i Soci, i clienti e per tutto il territorio,più che una semplice commemorazione, che la Banca ha interpretato coniando un accattivante slogan dal sapore wildiano: “Giovani, da 120 anni”.
E lo ha accompagnato con un efficace, quanto anacronistico selfie in bianco e nero.
Un bell’escamotage per accostare modernizzazione e identità,per affermare che, più che una contrapposizione, si dovrebbe cercare una interrelazione: se non c’è dubbio che l’elemento “tradizione” abbia una valenza identitaria, al tempo stesso va ricordato che non esiste “identità”senza scambio ed evoluzione. Ed è proprio questo il doppio binario su cui scorre la crescita di Banca d’Alba, fedele alle proprie origini e al tempo stesso pronta a cogliere le sfide del presente e del futuro.
Lo hanno testimoniato i tanti personaggi che hanno condiviso la festa per i 120 anni e che ritroverete nelle prossime pagine: Daniel Pennac, Pupi Avati, Walter Veltroni, Francesco Profumo, Aldo Cazzullo, solo per citarne alcuni.
Ma a ben vedere, anche il Carnevale potrebbe essere definito “una innovazione ben riuscita” da chissà quanti secoli.
Ce lo ricorda Bruno Gambarotta, con la sua solita arguzia utile anche a evitare il rischio di eccessive autocelebrazioni.
Buona lettura.