Cento Torri – Dicembre 2016

Cantava Giorgio Gaber ormai più di quarant’anni fa “Libertà è partecipazione”.

Oggi quello slogan evoca scenari molto diversi: non più volontà politiche o di precise scelte di campo, quanto piuttosto l’esigenza condivisa di avere un rapporto diretto, di utilizzare le nuove possibilità tecnologiche e di comunicazione per eliminare più mediazioni (e mediatori) possibili.

Lo ha spiegato bene Alessandro Baricco all’indomani del voto americano, parlando di una vera e propria mutazione culturale: “Eliminare tutte le mediazioni che si possono eliminare. Quando è impossibile farlo, limitare le mediazioni al minimo”. Qualche esempio? Tripadvisor, Airbnb, Amazon, Wikipedia, ma anche il fenomeno del “citizen journalism” e degli aggregatori di notizie che ti mettono a portatadi schermo solo ciò che vuoi sapere. Per non parlare dell’e-commerce e del ruolo che i social media come Facebook, Twitter e Instagrams tanno ormai ricoprendo nelle strategie di comunicazione e di marketing e in generale nel business di ogni azienda. “Per quel che ci capisco io – dice ancora Baricco – il salto delle mediazioni è in effetti una mossa geniale, irrinunciabile, non si torna indietro. C’è un equilibrio da trovare, un baricentro, una linea rossa. Sarà affascinante”. Noi abbiamo provato a indagare tra le aziende – grandie piccole – che hanno già iniziato a cimentarsi con questo nuovo scenario, scoprendo un universo ricco di idee, start-up, applicazioni e opportunità. Un mondo anche non facile, che alimenta comprensibili timori, ma dal quale non possiamo astenerci. Nessuno può pensare di restare a lungo in panchina: è una partita che dobbiamo giocare.

Buona lettura.