Elisa Lioce, Responsabile sanitario della Cooperativa Cento Torri: “Nei nostri centri medici tirocinio per gli studenti dell’Università di Torino”

Gli investimenti fatti nel corso degli anni dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Banca d’Alba su apparecchiature all’avanguardia per la diagnostica e le terapie consentono oggi cure di altissimo livello nel settore del recupero funzionale e della riabilitazione. Ogni anno sono oltre 50 mila i trattamenti fisioterapici forniti nei cinque centri medici della Banca – Vezza d’Alba, Grinzane Cavour, Asti, Albenga e Torino -, che offrono servizi e assistenza gratuita ai Soci e alle loro famiglie. In questo numero della rivista, torniamo a parlare di patologie e trattamenti con la dottoressa Elisa Lioce, direttore tecnico del centro medico di Asti e responsabile medico di tutti i centri della Cooperativa Cento Torri. In particolare degli apparecchi a onde d’urto di ultima generazione disponibili nei centri di Vezza, Asti e Albenga.

Perché si utilizzano le onde d’urto, dottoressa Lioce?

«Si tratta di una terapia molto efficace per curare alcune patologie in ambito ortopedico e fisiatrico. Il vantaggio delle onde d’urto è che riescono a dare un rapido sollievo dal dolore e hanno inoltre un effetto biostimolante sui tessuti favorendone e accelerandone i processi riparativi. Grazie agli apparecchi moderni a onde sia focali che radiali di cui siamo dotati nei nostri centri, è possibile curare tendinopatie e calcificazioni ossee con grande efficacia».

Quali sono le patologie trattate nello specifico?

«Le onde d’urto curano patologie sia in fase acuta che in fase cronica. Per quanto riguarda gli arti inferiori, si va dalle tendinopatie del tendine d’Achille alle fasciti plantari anche in presenza di spina calcaneare, mentre per gli arti superiori si può intervenire sulle tendinopatie calcifiche della spalla e sulle tendinopatie ed entesopatie del gomito, come epitrocleiti ed epicondiliti; recentemente abbiamo trattato anche una paziente affetta da ritardo di consolidazione ossea a livello del piede, alla quale era già stato proposto l’intervento chirurgico, con grande soddisfazione per gli ottimi risultati raggiunti sia dal punto di vista clinico che al follow-up con risonanza magnetica».

L’età dei pazienti?

«È varia. Abbiamo molti pazienti giovani perché spesso si tratta di patologie dovute al sovraccarico cronico o a gesti sportivi, dal padel al tennis per le infiammazioni del gomito alle tendiniti di piedi e caviglie nel caso dei runner».

Quanto dura una seduta?

«Una seduta dura in media 15 minuti; il paziente viene fatto accomodare sul lettino e posizionato in modo da raggiungere il target in maniera ottimale. Tutte le nostre terapie a onde d’urto vengono somministrate dai medici fisiatri presenti nei nostri centri: oltre a me che sono in servizio ad Asti, abbiamo i dottori Giampaolo Brichetto e Luca Servetto ad Albenga e la dottoressa Ornella Ottino a Vezza d’Alba. I protocolli sono condivisi, quindi i pazienti sanno che troveranno la stessa tipologia di trattamento e le stesse condizioni in tutti i centri dove abbiamo a disposizione anche ottimi ecografi per valutare e definire con precisione le sedi da trattare e la profondità che deve essere raggiunta dall’onda d’urto».

Un consiglio per chi intraprende questo tipo di terapia?

«Di non fermarsi alle onde d’urto, ma di abbinare sempre una fisioterapia con esercizi mirati o terapie manuali. Per ottenere risultati a lungo termine è consigliabile un percorso completo di fisioterapia specifica».

Un percorso che si può trovare all’interno dei centri medici della Banca.

«Certamente. È questo il modello dei centri medici di Banca d’Alba, basato sulla capacità di mettersi a disposizione dei pazienti e sugli investimenti continui su personale qualificato, macchinari e tecnologie all’avanguardia. Da quest’anno i nostri centri sono stati selezionati dal corso di laurea di Fisioterapia dell’Università degli studi di Torino come sedi di tirocinio. Gli studenti dell’ultimo anno saranno affiancati dai nostri fisioterapisti e fisiatri. Questo dopo valutazione dell’Università