Il tema della violenza di genere è stato al centro di un convegno e di una mostra sostenuti dalla Fondazione Banca d’Alba in corrispondenza della giornata internazionale contro gli abusi

La ricorrenza è stata istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha designato la data del 25 novembre, giorno del massacro, nel 1960 per ordine del dittatore dominicano Rafael Leónidas Trujillo, delle tre sorelle e attiviste politiche Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal.

La Fondazione Banca d’Alba ha dedicato il convegno “Dalla tua parte – Stop alla violenza di genere”, tenutosi giovedì 23 novembre scorso al teatro sociale Giorgio Busca di Alba, ai ragazzi delle classi terza e quarta delle Scuole superiori della Città. Dal palco del Sociale si sono alternati – moderati dalla consigliera della Fondazione Anna Manca- gli interventi di Marco Bertoluzzo, criminologo e direttore del Consorzio socio-assistenziale Alba-Langhe-Roero, del capitano Giuseppe Santoro, comandante della Compagnia di Carabinieri di Alba e della marescialla ordinaria Giulia Viale, dell’ispettrice superiore Mariella Faraco, responsabile della sezione Reati contro la persona della Squadra mobile della Questura di Cuneo e di Laura Deodato, sostituta procuratrice della Repubblica presso il Tribunale di Asti. Si sono collegate da remoto anche una vittima di violenza, Imma, che ha portato la propria testimonianza, e l’avvocata Silvia Lorenzino, impegnata in particolar modo nella tutela delle donne vittime di violenza e maltrattamenti, socia fondatrice e presidente di Svolta Donna Odv e già vicepresidente dei centri Antiviolenza Emma Onlus, consulente e formatrice sulla tematica della violenza di genere con Save The Children.

La data della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne segna anche l’inizio dei 16 giorni di attivismo sulla violenza di genere che precedono la Giornata mondiale dei diritti umani il 10 dicembre. In quelle due settimane, nello spazio mostre del Palazzo Banca d’Alba, è stata allestita la mostra “Mai la luna gridò così tanto”, una selezione di opere dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sul tema della violenza di genere. Tra le artiste rappresentate, la fotografa e scultrice newyorkese e attivista femminista Zoe Leonard; l’artista iraniana Shirin Neshat, che nella sua “Faceless”, dalla serie “Women of Allah” analizza la difficile condizione femminile all’interno della cultura islamica; la fotografa statunitense Cindy Sherman, con alcuni scatti dalla serie “Untitled Film Stills”, realizzata tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta con ispirazione provocatoria e paradossale agli stereotipi hollywoodiani.