Ha imparato a volare in un campo-volo che non esiste più, quello di Ceresole d’Alba, nel 1989; oggi è un attivissimo socio dell’aviosuperficie “Il falco”, di Mazzè
“All’epoca, gli ultraleggeri potevano atterrare in una decina di questo genere di siti nell’intera Regione”, racconta Flavio Sarasino, Socio della filiale torinese di corso Ferrucci a Torino, “oggi sono una quarantina”. Sarasino ha realizzato il sogno di “staccare l’ombra da terra”, come ama dire citando Antoine de Saint-Exupéry, dopo averlo inseguito nei libri e sui giornali. Si è iscritto ad corso di volo per ultraleggeri e ha acquistato uno di questi velivoli, lo stesso che è ancora suo dopo 35 anni. Una passione così forte da averla trasmessa al figlio Alessio, oggi ventitreenne pilota da turismo: “Velocissimo a prendere tutte le certificazioni, è divenuto pilota commerciale e poi istruttore di volo al Turin Flying Institute”.
Un hobby non così comune ma che interessa molti italiani: sono 15mila gli ultraleggeri, nel nostro Paese, dove si diventa piloti con un corso che permette innanzitutto di condurre il veicolo senza passeggeri. “Dopo un anno di volo in solitaria, si può condurre un biposto. C’è stata una grande evoluzione in questi veicoli: un tempo facevano 70-90km/h, oggi sono mezzi più performanti, con velocità fino ai 300 km/h, tecnologicamente avanzati e che danno sensazioni vicine agli aerei da turismo. Permettono di percorrere in autonomia mille chilometri – spiega Sarasino – In Piemonte abbiamo bellissime superfici, come a Boglietto nell’astigiano, Castelnuovo Don Bosco, Vische, Montaldo Dora, Vercelli, Casale Monferrato, Alessandria, Novi Ligure, Pianfei, Envie, oppure, a Torino, l’”Aeritalia” in corso Marche, che fu il primo aeroporto della città”.
