Nell’Alto Canavese l’iniziativa di due famiglie proprietarie di un vasto bosco di betulle porta in Piemonte un’attività tipica delle foreste del Nord Europa, con l’estrazione della linfa, ricca di sali minerali

All’elisir depurativo dei boschi boreali sono ascritte numerose proprietà, fra cui certamente spiccano quelle diuretiche e drenanti, grazie all’alto contenuto di potassio. A sfruttare questo prodotto che in determinati periodi dell’anno può essere estratto incidendo la corteccia senza danno per le piante è una società nata nel 2022 operativa nel cuore della Val Gallenca e dell’Alto Canavese grazie all’iniziativa di due famiglie con alle spalle una lunga esperienza nel settore agricolo. Tra loro, i Soci Michele e Vincenzo Parato di Corneliano d’Alba, che con Dario Giovannini e il figlio Danny, anche loro imprenditori agricoli, hanno avviato la produzione della “Linfa del monte Soglio”, dai 35 ettari di boschi di betulla ai piedi del monte Soglio, nei comuni di Forno Canavese e Canischio.

“Ci siamo chiesti come poter valorizzare i nostri boschi, tra gli 800 e i 1400 metri di altitudine, vicino ai prati dove d’estate portiamo in alpeggio gli animali. Abbiamo scoperto l’esistenza della linfa, ma nel nostro Paese le esperienze di estrazione sono pochissime, il prodotto è per lo più importato dal Nord Europa”, spiega Michele Parato. Dopo aver appurato che la specie della pianta corrispondesse alla varietà dalla quale può sgorgare la linfa, è iniziato il lavoro di ricerca di attrezzature e laboratori per l’analisi del prodotto. “Proprio trovare l’attrezzatura è stato il passaggio più complesso: per non danneggiare la corteccia servono rubinetti specifici e cavi idonei, materiali reperiti in Lituania. Si tratta di un’attività a impatto zero, per nulla dannosa per la pianta”. La raccolta avviene in primavera, quando la linfa risale dal terreno e viene estratta dall’albero con metodi tradizionali, facendo un foro nella corteccia del diametro di 8 millimetri a 1-1,5 metri dal suolo. La prima estrazione, lo scorso marzo, ha reso 4mila litri di prodotto. “Grazie all’altitudine dei nostri boschi, all’assenza di inquinamento e alla cura nella fase di estrazione, possiamo garantire la massima qualità e il mantenimento di tutti i valori nutritivi – spiega Parato -La linfa, una volta estratta, è stata portata in laboratori specializzati per l’analisi, per poi essere imbottigliata. Abbiamo scelto di mantenere il prodotto puro, per non andare a intaccare le sue caratteristiche; da quest’autunno abbiamo anche avviato la produzione di un aceto di linfa, un prodotto inedito in Italia. Il nostro canale di distribuzione sarà quello del piccolo commercio, dalle erboristerie ai negozi di alimentari, per arrivare alle farmacie”.

“Ci auguriamo che altre persone seguano il nostro esempio, pensando soprattutto ai giovani, perché attività come queste hanno una ricaduta positiva sui territori, grazie al recupero e alla valorizzazione- conclude Parato- Abbiamo formato un bel gruppo, con diversi giovani del posto: siamo molto soddisfatti del risultato”.