Un artista che ha viaggiato ed è tornato tra le sue colline, generando proprio in quel momento l’immagine di un’entità pronta a “rituffarsi” tra le sue onde, il Ronin.

Nato ad Alba nel 1975, diplomato in scultura all’Accademia di Belle Arti di Torino, Samuel Di Blasi ha iniziato ad esporre nel 1996, nella Galleria Piemonte Artistico Culturale, cominciando subito a viaggiare, dalla Summer Exhibition 2000 della Royal Academy of Art di Londra, città in cui ha perfezionato il suo linguaggio artistico nello studio dello scultore giapponese Noriaki Maeda e ha lavorato come  assistente tecnico in numerose gallerie, fino all’approdo parigino, nel 2020, alla galerie Géraldine Banier, che ancora oggi lo rappresenta.  In tutto il mondo ci sono stati mostre e simposi, premi e mostre personali. E le prime opere site specific, come quella che tra qualche mese verrà realizzata nella città natia, il nuovo accesso ai Licei albesi Porta di Luce, una fusione in alluminio di oltre quaranta metri, vincitrice del concorso di idee per la valorizzazione del muro di cinta del polo studentesco indetto lo scorso anno dal Comune di Alba.

Nell frattempo, mentre opere monumentali attendono di essere posate in altri continenti , nel giardino di casa sua, verso i profili della Langa del Barbaresco, c’è un’opera cui Di Blasi ha dedicato gli ultimi cinque anni, e cui continua a pensare. Il progetto è nato nel 2018, da una riflessione dell’artista sul corpo umano: “Avevo questa immagine, in mente, di una tuta performante, un abito scultura, che esaltasse il gesto atletico. Nel frattempo, era appena uscito sul grande schermo “La forma dell’acqua” di Guillermo del Toro: quell’immagine in piena simbiosi con l’elemento acqueo ha fornito un altro spunto verso ciò che desideravo materializzare, inizialmente come progetto audiovisivo”, spiega Di Blasi. È stata la stessa Arena, marchio di abbigliamento per il nuoto sportivo con sede a Tolentino nelle Marche, a “materializzare” queste riflessioni, chiedendo a Di Blasi una scultura. “Arena ha fatto il passo che poche aziende fanno, rivolgendosi all’arte per raccontare il sacrificio dell’atleta per ottenere un risultato. L’elemento acqua è entrato nella mia ricerca e ho cominciato a lavorare i primi bozzetti in un acquario”, racconta Di Blasi. Una scultura che avrebbe dovuto viaggiare fino a Tokyo 2020, edizione poi rimandata e ridimensionata dal Covid: l’Uomo Onda, “Ronin”, è stata quindi presentata al pubblico durante gli scorsi Europei di Nuoto 2022, al foro italico di Roma. Fotografa nell’acciaio il momento dell’ingresso in acqua, smaterializzando la forma umana in un gesto, una vibrazione, puro movimento. “Ci sarà un’occasione per vederla dal vivo qui nelle Langhe, prima del suo viaggio verso Tolentino”, spiega l’artista. Un’opera che è un viaggio lungo cinque anni, raccontata durante gli europei di nuoto da un docufilm girato dalla casa di produzione Roundabout Studio di Milano e da un cortometraggio al quale l’artista sta tutt’oggi lavorando realizzato con la collaborazione di Aglaia Pezzato, la regia di Marco Perazzini e le musiche originali di Barbara Borra e Ayana Tsujita.