C‘è una frase che il commendatore Armando Piazzo, da tutti conosciuto come Mugiòt, amava molto: “È meglio fare e poi pentirsi, che pentirsi di non aver fatto”.
Per questo la moglie Gemma e le figlie Marina e Wilma hanno deciso di ricordarla per celebrare “mezzo secolo di vigna e vino, di amicizia condivisa, di coraggio e di festa”.
L’avventura di Armando Piazzo e di Gemma Veglia iniziò negli anni Sessanta, dando vita all’azienda vitivinicola in frazione San Rocco Seno d’Elvio, dove si produce il Barbaresco, insieme con gli altri grandi vini di Langa.
Il primo Barolo risale al 1985, quando anche la figlia Marina e il marito Franco Allario erano entrati in cantina ad affiancarli nella gestione aziendale. Oggi, contando anche sulla terza generazione con i giovani Simone e Marco, la cantina conta su oltre 70 ettari interamente coltivati a vigneto, posti in gran parte vicino all’azienda e nei Comuni di Mango, Neviglie, Guarene e Novello.
“Armando è stato un precursore, che con lungimiranza, ottimismo e un pizzico di sana follia ha capito prima di altri che il vitigno nebbiolo e il suo vino nella zona del Barbaresco avrebbero creato un settore produttivo importante – ricorda il genero Franco Allario, Socio di Alba –. Ho trascorso 25 anni con Mugiòt e vi assicuro che non sono stati monotoni: è stata una bella esperienza di lavoro e una lezione di vita”.
Per celebrare il 50° anniversario dell’azienda, Giancarlo Montaldo e Teresa Baccini hanno scritto Armando e Gemma, una storia tra famiglia e vino, con prefazione di Maurizio Rosso. Nel volume si citano spesso la generosità e l’ospitalità di Armando e Gemma, sempre pronti ad aprire la cantina ad amici e conoscenti.
“Tenendo il pugno chiuso – diceva Armando – non ti esce niente dalla mano, ma neanche vi entra nulla”.
