Cinque metri di altezza e 4,7 di diametro, 60 quintali di legno di rovere di Slavonia (Croazia), per 478 ettolitri di capienza. È nelle Langhe la botte più grande del mondo. Esattamente a Neviglie, 357 abitanti quasi al confine tra la provincia di Cuneo e quella di Asti, dove la cantina Roberto Sarotto, Socia di Banca d’Alba, ha accolto lo scorso 2 luglio il giudice Pravin Patel, in arrivo da Londra, per la certificazione ufficiale del Guinness World Records. “Sapevamo da tempo che la botte, realizzata da una ditta altamente specializzata di Conegliano Veneto e già in uso da circa un anno nella nostra azienda, era la più grande al mondo – spiega Sarotto –. Ma dovevamo aspettare la certificazione ufficiale, che è arrivata quest’estate, per l’occasione abbiamo inaugurato anche il nuovo reparto di affinamento”. Da anni all’avanguardia nell’utilizzo di tecnologie per l’efficienza ambientale e la sicurezza dei processi di vinificazione, la storica azienda agricola Sarotto in cui sono impegnati, oltre a Roberto, anche la moglie Aurora e i figli Enrico ed Elena è una delle realtà più innovative sul fronte della viticoltura e della vinificazione 4.0. Ma quale pregiato vino di Langa ospita la più grande botte del  mondo? “L’abbiamo riempita qualche settimana fa con il Barbaresco, mentre il primo affinamento è stato quello del Barolo Riserva 2016, le cui bottiglie andranno vendute anche per beneficienza”. Parte dei proventi del vino andranno infatti a sostenere la ricerca scientifica dell’Istituto IRCCS di Candiolo, dove da anni è impegnata in prima linea nella lotta contro il cancro la sorella di Roberto, Ivana Sarotto.