Una lunga tradizione di famiglia accompagna gli Adorno nella produzione di formaggi a Ponti, dove ha sede la Cascina Adorno. Nei vari testi che narrano la storia del Comune in provincia di Alessandria, già nel 1600 una famiglia di contadini che portava questo cognome abitava il sito in questione, ribattezzato nel 1700 località “Cravarezza”, nome che parrebbe derivare dall’allevamento della “crava”, la capra. Nel 1800, ecco i primi riscontri famigliari con i tre fratelli Adorno: Carlo, Giovanni e Luigi, che vivevano coltivando la vigna e allevando alcuni bovini
e caprini. “Dei nostri ricordi fanno parte i racconti della nonna Filomena, che spiegava con amore ai suoi nipoti dove portava a pascolare le capre, come le mungeva e come lavorava il latte in una tinozza di legno in cucina, raccontando poi come, grazie al caglio, il latte si trasformava in formaggio, quasi come una magia”. A parlare è Adriano Adorno, Socio di Acqui Terme, che conduce ora l’azienda – ereditata dal padre Giuseppe – insieme alla moglie Lucia e ai figli Alice e Andrea. Alla produzione di formaggio, negli anni si è aggiunto lo spaccio di carni, dove ancora oggi viene venduta solo carne dei bovini piemontesi allevati in azienda. Dieci anni fa è arrivato anche l’agriturismo. Un meritato riconoscimento è arrivato a novembre di quest’anno, con il primo premio
agli Italian Cheese Awards, trionfando con la Robiola di Roccaverano – l’unico formaggio caprino DOP a latte crudo d’Italia – nella categoria “formaggio fresco”. “Una grande soddisfazione, che
gratifica il percorso iniziato una ventina di anni fa, quando con il consorzio di tutela, cercando di valorizzare la Robiola di Roccaverano, abbiamo modificato il disciplinare rendendolo molto rigido, legando questo prodotto al territorio, con l’obbligo di realizzarlo a latte crudo, non pastorizzato: solo così si è potuta mantenere alta la qualità”.