Mauro Fasano, Socio di Acqui Terme, dalla diagnosi di distrofia muscolare alle attività sportive

Unico caso in Italia, tra 17 nel mondo. Mauro Fasano, 56 anni, Socio di Acqui Terme, inizia ad accusare i primi sintomi nel 2003. Per arrivare alla diagnosi di una forma rarissima di distrofia muscolare soltanto dieci anni dopo. “Quel giorno, in ospedale, mi hanno portato in stanza la carrozzina. L’ho guardata a lungo, l’ho studiata e poi mi sono detto: quella sarà la mia compagna di vita. E così è stato. La carrozzina per me ha significato subito indipendenza e ancora di più un’opportunità per vivere lo sport come mai avrei pensato”. Il tennis, prima di tutto, con una carriera che decolla velocemente, frutto di allenamenti impegnativi a Torino e una cura estrema dei dettagli per lavorare sull’impugnatura continental della racchetta legata al polso, un servizio dal basso che mette in difficoltà l’avversario e un rovescio a due mani, “l’unico che posso fare – spiega il Socio Mauro –, anche se questo significa perdere per un attimo il controllo del mezzo”.

Campione italiano nel doppio nel 2016, già 4° nel ranking nazionale e 53° al mondo nella sua categoria, protagonista di tornei nazionali e internazionali, Fasano ha scelto lo sport come stile di vita e conquistando anche il brevetto subacqueo. “Dopo il Covid, mi è stato detto che il tennis mi sottrae troppe forze. Ho dovuto rallentare e mi sono dedicato al tiro con la carabina. Ho scoperto un mondo bellissimo, mi alleno al Poligono di Novi Ligure e ho raggiunto un buon livello. Vorrei dire a tutti che, qualsiasi cosa possa capitare nella vita, in fondo al tunnel, dopo il buio, l’importante è uscire dalla parte giusta. La mia uscita è stata lo sport, ho scelto di giocarmi questa nuova opportunità”.