Alex ristoratore, Alessandro commercialista, Xhulia consulente finanziaria. Tre amici di vecchia data, ognuno con una propria professione, che scelgono di unire le forze e buttarsi in una nuova avventura imprenditoriale: l’apertura di un cocktail bar. Così lo scorso 13 luglio ad Alba, con l’aiuto anche di Banca d’Alba, ha aperto i battenti il SanGiovanni, un nuovo locale che in pochi mesi, in città, è già diventato un punto di riferimento per gli albesi e non solo.

“Siamo tutti della zona, ma albesi di adozione, ci conosciamo da parecchio tempo e da qualche anno volevamo aprire qualcosa di nostro – raccontano Alex Derelitto, 33 anni, Alessandro Squarotti, 29, e Xhulia Bardhoku, 28 –. In particolare, pensavamo a qualcosa che, forse, ad Alba, un po’ mancava: un locale per l’aperitivo, ma dove proseguire magari mangiando qualcosa e poi fermarsi ancora per far serata. Un luogo per socializzare, che proponesse piatti da condividere. C’è voluto un po’ per trovare il momento e il posto giusto. Poi, finalmente, è arrivata l’occasione da non perdere”. L’occasione si è presentata in piazza Pertinace, meglio conosciuta ad Alba come piazza San Giovanni, e Alex, Alessandro e Xulia non hanno avuto dubbi. “Abbiamo fondato la nostra società, Casa Pertinace, e come Soci della Banca abbiamo avuto accesso a un finanziamento con tasso agevolato per le imprese che ci ha permesso di fare tutti i lavori di ristrutturazione e avviare l’attività”.

In otto mesi, i ragazzi di Casa Pertinace hanno stravolto il locale, rifacendo pavimenti, impianti, vetrine, e dando vita al SanGiovanni in uno spazio moderno che richiama il legno, le botti e il vino. “Il bar sta andando bene, proponiamo prodotti del territorio e una carta dei vini abbastanza ambiziosa. L’idea ora è di ampliare ancora la cucina. Siamo stati molto fortunati e abbiamo messo insieme uno staff valido e affiatato, con tre persone in cucina, due in sala e due al bar. Noi tre soci, infatti, abbiamo il nostro lavoro e ci troviamo al SanGiovanni la sera. È piuttosto faticoso, spesso non abbiamo neppure un giorno libero in settimana, ma questo locale era ciò che volevamo”.