Il popolare scrittore e attore declina con ironia i suoi speciali auguri di Natale, citando con affetto il noto brano di Enzo Jannacci

A quelli che, transitando la notte di fianco a un ospedale dedicano un pensiero a coloro che vi sono ricoverati.

A quelli che, a una precisa domanda, rispondono sì o no, al posto di assolutamente sì o assolutamente no. O peggio ancora, assolutamente (e basta).

A quelli che, per rispettare rigorosamente gli spazi delimitati in giallo per le auto dei portatori di handicap, poco più in là posteggiano l’auto sul marciapiede.

A quelli che sanno stare in ascolto.

A quelli che, quando mostri loro un tuo nuovo acquisto, si informano su quanto costa solo per rivelarti che loro l’hanno pagato la metà.

A quelli che “un libro è il regalo più bello” e non ne leggono uno da più di vent’anni.

A quelli che, quando ricevono in dono una pianta in vaso, subito la riciclano regalandola a loro volta, dimenticandosi di togliere il bigliettino del precedente donatore.

A quelli che sono nati il 25 dicembre e che, con la scusa che tanto è Natale, non hanno mai ricevuto un regalo di compleanno.

A quelli che “io la sera del trentun dicembre vado a dormire alle dieci”.

A quelli che “noi portiamo gli antipasti” e poi arrivano con un bel panettone.

A quelli che “dite quello che volete ma lo champagne è sempre lo champagne”.

A quelli che “io vi regalo tutto lo champagne di questo mondo in cambio di un bicchiere di moscato”.

A quelli che “quest’anno niente regali, solo ai bambini” e poi se ne arrivano la sera della vigilia con un gioiello di Cartier e tu non hai niente per ricambiare.

A quelli che “basta con le grandi mangiate, avevano senso quando per il resto dell’anno si tirava la cinghia” e poi si lamentano se dopo venti antipasti si passa già al primo.

A quelli che la vigilia vengono a casa tua per degustare gli agnolotti preparati con la ricetta della bisnonna lavorando per tre giorni e ti spiegano, mentre ne divorano tre piatti, che è tutto sbagliato, che i veri agnolotti alla piemontese sono tutt’altra cosa.

A quelli che da vent’anni alla zia senza denti regalano il panforte di Siena.

A quelli che hanno lasciato il loro cellulare a casa e ti chiedono in prestito il tuo perché si sono ricordati in quel preciso momento che non hanno ancora fatto gli auguri alla zia che vive in Australia.

A quelli che collezionano per hobby le cronache delle catastrofi climatiche di tutto il mondo e durante il brindisi le elencano una per una.

A quelli che al cenone di Natale usano il caviale per condire gli spaghetti.

A quelli che, consegnandoti il regalo ti avvertono: “il negoziante mi ha garantito che se non ti piace puoi sempre cambiarlo con qualcos’altro”.

A quelli che per tutto il pranzo e per tutta la serata pretendono di farsi un selfie con te da inviare subito a quelli che non sono potuti venire.

A quelli che, per tutta la durata della cena, ti descrivono le meraviglie dell’Intelligenza Artificiale.

A quelli che sono capaci a stare fermi, in silenzio, senza fare assolutamente niente. E non se ne vergognano.

Infine…

Tanti cari auguri a tutti i soci della più bella Banca del mondo.