Poche zone possono vantare la varietà paesaggistica e le ricchezze di un territorio come quello del Verbano-Cusio-Ossola.
Incastrato fra il Lago d’Orta e il Lago Maggiore, chiuso a Sud dalla pianura Padana e a Nord dalle Alpi, caratterizzato da un clima che racchiude la mitezza delle coste lacustri e la freschezza delle valli montane, l’area che comprende Omegna e Gravellona Toce incarna la bellezza di un luogo lontano dal resto del mondo, eppure economicamente e culturalmente vivace grazie a una fiorente imprenditoria e a un turismo in espansione, che ha saputo coniugare la ricettività alla preservazione del territorio.

 

L’area lacustre, ricca di storia e punteggiata di borghi costruiti in pietra, affascinò poeti e letterati di ogni tempo. Cantarono della sua natura dominante e maestosa Honorè de Balzac, Carlo Emilio Gadda, Mario Soldati ed Eugenio Montale, che faceva «appollaiare le Muse» sulle ringhiere delle vecchie ville affacciate sull’acqua.

 

A Omegna nacque Gianni Rodari, che denunciò l’inquinamento causato dagli scarichi industriali nel Lago, oggi salvato da una ventennale  azione di bonifica che lo ha riportato agli splendori di un tempo.

 

L’industrializzazione di Gravellona Toce e Omegna è stata infatti precoce e di successo: dalle grandi industrie tessili di fine Ottocento all’estrazione mineraria, dalla chimica industriale alla metallurgia, dalla meccanica all’elettronica. Fino alla specializzazione contemporanea nel settore dei casalinghi e del design, di cui quest’area oggi rappresenta uno dei più importanti poli non solo italiani, ma internazionali.